Lettera aperta sulle mense scolastiche di Milano: tutela dei bambini con diete sanitarie
Ultimo aggiornamento: 3/5/2026In AvvocatoFlash crediamo che l’informazione legale sia anche uno strumento di tutela civica.
Per questo pubblichiamo integralmente la lettera aperta di un gruppo di genitori di bambine e bambini con diete sanitarie nelle scuole dell’infanzia e primarie del Comune di Milano.
L’obiettivo è portare alla luce una situazione delicata, nata dopo l’attacco informatico a Milano Ristorazione, e che sta generando criticità nutrizionali, sociali e di inclusione nei confronti dei minori affetti da celiachia e da altre condizioni cliniche.
La ristorazione scolastica è servizio pubblico essenziale: in questo quadro, i genitori chiedono attenzione, trasparenza e soluzioni immediate.
Di seguito, il testo completo della lettera.
Lettera aperta
Alla cortese attenzione di ATS Milano, e dell’Assessora all’Istruzione, alla Food Policy e all’Agricoltura
siamo i genitori di bambine e bambini con diete sanitarie che frequentano scuole dell’infanzia e primarie nel Comune di Milano. Con la presente intendiamo esprimere la nostra profonda preoccupazione per quanto sta accadendo dal 24 novembre, a seguito dell’attacco informatico che ha colpito Milano Ristorazione.
Da quella data, i nostri figli ricevono ogni giorno lo stesso pasto, composto esclusivamente da riso in bianco e pollo ai ferri. Comprendiamo lo stato di difficoltà organizzativa, ma riteniamo del tutto inaccettabile che una condizione emergenziale si traduca in una situazione così prolungata, con conseguenze nutrizionali, sociali e psicologiche tutt’altro che trascurabili.
Blocco delle attivazioni delle nuove diete
A questa situazione già critica si aggiunge un ulteriore elemento: l’impossibilità di attivare nuove diete sanitarie per i bambini recentemente diagnosticati. Ciò significa che i nuovi casi – inclusi bambini celiaci o con nuove prescrizioni alimentari per motivi medici – non possono accedere ad alcuna dieta adeguata, trovandosi completamente privi di tutela alimentare.
Questo rappresenta un grave disservizio e un rischio per la salute dei minori coinvolti.
Aspetto nutrizionale
Un’alimentazione ripetitiva e sbilanciata non è adeguata per bambini in età evolutiva. Le principali linee guida pediatriche e dell’OMS sottolineano l’importanza della varietà alimentare e raccomandano di limitare il consumo di carne a circa 2–3 porzioni a settimana, non certo di proporla quotidianamente come unico secondo piatto.
La situazione attuale non rispetta tali principi e rischia di compromettere l’equilibrio nutrizionale dei minori, soprattutto in presenza di diete già restrittive.
Aspetto sociale e inclusivo
L’attuale situazione genera anche un grave problema di mancata inclusione.
Ogni giorno i bambini con dieta speciale vedono i propri compagni consumare pasti vari, mentre a loro viene servito sempre lo stesso piatto.
Questa disparità alimentare crea disagio, frustrazione e un senso di esclusione che non dovrebbe mai avere spazio a scuola, tanto meno durante il pranzo, un momento fondamentale di socializzazione.
Per queste ragioni chiediamo con urgenza ad ATS Milano:
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di intervenire affinché Milano Ristorazione ripristini pasti sicuri, variati e nutrizionalmente adeguati per tutti i bambini con diete speciali;
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di sbloccare immediatamente la possibilità di attivare nuove diete per i bambini con diagnosi recenti;
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in attesa del ripristino del servizio, di autorizzarci formalmente a fornire un pasto preparato a casa, rispondente alle necessità dietetiche dei minori e conforme alle norme igienico-sanitarie.
Non riteniamo più accettabile che un problema tecnico produca un pregiudizio tanto consistente sulla salute, sul benessere emotivo, sulla sicurezza clinica e sulla dignità dei nostri figli.
Dopo oltre due settimane, riteniamo indispensabile un intervento istituzionale chiaro e tempestivo.
Restiamo in attesa di un riscontro formale e urgente.
Cordiali saluti,
I genitori dei bambini con diete sanitarie delle scuole dell’infanzia e primarie di Milano
Il punto legale secondo AvvocatoFlash — in breve
Nel nostro ordinamento, il pasto conforme a dieta sanitaria non è una concessione della scuola o del gestore mensa: è un diritto soggettivo tutelato dalla Legge 123/2005 e collegato direttamente al diritto alla salute del minore (art. 32 Cost.).
Quando il pasto gluten-free o comunque idoneo alla prescrizione clinica non viene fornito, o viene somministrato in modo evidentemente riduttivo e non equilibrato, la responsabilità non è solo organizzativa: può diventare giuridica.
I principali profili potenzialmente configurabili sono:
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Inadempimento contrattuale
perché il gestore della ristorazione (o l’ente pubblico appaltante) non rispetta le condizioni essenziali della prestazione dovuta, disciplinate dal capitolato di gara, dalle linee guida igienico-sanitarie e dalla normativa celiachia. -
Responsabilità civile
qualora l’assenza del pasto adeguato comporti conseguenze sul benessere fisico o psicologico del minore, o un danno alla dignità e all’inclusione. -
Lesione del diritto alla salute
in quanto il pasto privo di glutine rientra tra gli strumenti terapeutici indispensabili nelle patologie certificate. -
Disparità di trattamento e discriminazione indiretta
se il disservizio incide solo sulla categoria degli studenti con dieta sanitaria, escludendoli da un servizio pubblico essenziale e generando una condizione di peggior favore.
In sintesi:
un guasto informatico non sospende un diritto fondamentale e non può giustificare, per giorni, la somministrazione di pasti monotematici e non conformi a protocolli nutrizionali e di sicurezza.
Le scuole e i gestori hanno l’obbligo giuridico di attivare piani alternativi, anche manuali, purché garantiscano la dieta prescritta.
Quando ciò non avviene, i genitori hanno pieno titolo per agire in tutela, anche con strumenti formali.
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