Avvocato Decreto Ingiuntivo

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Decreto Ingiuntivo: Guida Completa

Il decreto ingiuntivo è lo strumento principe del diritto italiano per il recupero rapido dei crediti. Attraverso la procedura monitoria (artt. 633-654 c.p.c.), il creditore può ottenere in poche settimane un provvedimento giudiziario che ordina al debitore di pagare, senza necessità di un contraddittorio preventivo.

Si usa sia per ottenerlo — quando vanti un credito e il debitore non paga — sia per opporsi — quando hai ricevuto la notifica di un decreto ingiuntivo e ritieni il credito non dovuto, già pagato o prescritto. In entrambi i casi, un avvocato specializzato è fondamentale per agire nei tempi corretti e con la documentazione adeguata.

Cos'è il Decreto Ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo (artt. 633-654 c.p.c.) è emesso dal giudice su ricorso del creditore, senza che il debitore sia preventivamente sentito. Per ottenerlo occorrono:

  • Prova scritta del credito — contratto, fattura, ricevuta, estratto conto, messaggio whatsapp, email di riconoscimento del debito
  • Credito certo, liquido ed esigibile — deve essere determinato nell'importo e già scaduto
  • Competenza territoriale — tribunale del luogo di residenza del debitore o del luogo di esecuzione del contratto

Una volta emesso, il decreto viene notificato al debitore che ha 40 giorni per opporsi. Se non si oppone, il decreto diventa definitivo ed esecutivo. Se il credito è fondato su cambiale o assegno, il giudice può concedere la provvisoria esecutività immediata.

Come Ottenere un Decreto Ingiuntivo

Il procedimento per ottenere un decreto ingiuntivo segue questi passi:

  1. Raccolta documentazione — fatture, contratti, email, ricevute di pagamento parziale, corrispondenza con il debitore che attesti il credito
  2. Redazione del ricorso — l'avvocato predispone il ricorso ex art. 633 c.p.c. con la richiesta di emissione del decreto e dell'eventuale provvisoria esecutività
  3. Deposito in cancelleria — il ricorso viene depositato al tribunale competente (o al giudice di pace per importi fino a €5.000) con pagamento del contributo unificato
  4. Emissione del decreto — in genere il giudice emette il decreto entro 2-6 settimane senza udienza
  5. Notifica al debitore — il decreto deve essere notificato entro 60 giorni dall'emissione (pena inefficacia). Il debitore ha poi 40 giorni per opporsi

Come Opporsi al Decreto Ingiuntivo

Se hai ricevuto un decreto ingiuntivo e ritieni il credito non dovuto o contestabile, hai 40 giorni dalla notifica per proporre opposizione ex art. 645 c.p.c. È un termine perentorio: la sua scadenza rende il decreto definitivo.

L'opposizione trasforma il procedimento in un ordinario giudizio di cognizione davanti al giudice. Il creditore dovrà dimostrare il proprio credito nel contraddittorio. Puoi opporti se:

  • Il debito non esiste o è stato già pagato
  • Il credito è prescritto
  • L'importo è superiore a quello effettivamente dovuto
  • Il contratto è nullo, annullabile o risolto per inadempimento del creditore
  • La notifica del decreto è viziata o irregolare

Anche se l'opposizione non sospende automaticamente l'esecutività (se già concessa), è possibile chiedere al giudice la sospensione provvisoria in attesa del giudizio.

Come Ottenere un Decreto Ingiuntivo: La Procedura

1

Raccolta della documentazione del credito

Raccogli contratti, fatture, bon de commande, corrispondenza e qualsiasi documento che provi l'esistenza del credito certo, liquido ed esigibile. Più le prove sono solide, più veloce sarà il procedimento.

2

Ricorso al Tribunale competente

L'avvocato deposita il ricorso al Tribunale (o al Giudice di Pace per crediti fino a €5.000). Il giudice lo esamina inaudita altera parte (senza sentire il debitore) e, se accoglie, emette il decreto.

3

Notifica del decreto al debitore

Il decreto ingiuntivo viene notificato al debitore entro 60 giorni dalla sua emissione. Da questo momento decorrono i 40 giorni che il debitore ha per proporre opposizione.

4

Decorso del termine senza opposizione

Se il debitore non si oppone entro 40 giorni, il decreto diventa definitivamente esecutivo. Il creditore può richiedere la formula esecutiva e procedere immediatamente al pignoramento.

5

Esecuzione forzata

Con il decreto definitivamente esecutivo, l'avvocato notifica il precetto (ultimatum di pagamento) e, in mancanza di pagamento, procede al pignoramento di stipendio, conto corrente o beni immobili.

Aggiornamento Normativo

Riforma Cartabia: Notifiche Telematiche e Mediazione Obbligatoria

Il D.Lgs 149/2022 (Riforma Cartabia del processo civile) ha introdotto la notifica telematica obbligatoria degli atti processuali tra avvocati, accelerando i tempi. Per alcune materie (condominio, diritti reali, locazioni, eredità, contratti bancari e assicurativi), la mediazione civile è condizione di procedibilità: prima di presentare il ricorso per decreto ingiuntivo, può essere necessario tentare la mediazione (salvo esenzioni per crediti documentali certi). La riforma ha anche semplificato il giudizio di opposizione, con tempi più rapidi nelle prime udienze.

Documenti Necessari per il Decreto Ingiuntivo

Contratto, ordine di acquisto o accordo scritto con il debitore
Fatture emesse e non pagate (con relativa documentazione di consegna)
Estratti conto o bonifici che attestino il credito
Corrispondenza (email, PEC, lettere di sollecito)
Eventuale riconoscimento del debito scritto dal debitore
Visura camerale del debitore (se società)
Dati aggiornati del debitore per la notifica

Quanto Costa un Decreto Ingiuntivo?

I costi dipendono dal valore del credito e dal tribunale competente. Usa il tool qui sotto per una stima orientativa — prima di qualsiasi impegno.

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* Stime orientative basate su tariffe medie di mercato italiane. Il costo effettivo dipende dalla complessità del caso, dal professionista scelto e dalle ore di lavoro necessarie. Su AvvocatoFlash inviare la richiesta e ricevere un preventivo è sempre gratuito e senza impegno.

⚠ Hai ricevuto un decreto ingiuntivo? Hai 40 giorni.

Dal giorno della notifica hai 40 giorni per fare opposizione. Dopo quella data il decreto diventa esecutivo e il creditore può procedere con il pignoramento immediatamente.

Quando Vale la Pena Fare Opposizione

Motivo di opposizioneProbabilità di successoNote
Vizio di notifica (decreto mal notificato)AltaOpposizione tardiva ammissibile se non hai ricevuto
Prescrizione del creditoAltaDipende dal tipo di credito (5 o 10 anni)
Importo sbagliato o gonfiatoAltaInteressi non dovuti, spese eccessive
Clausole contrattuali nulle (usura, anatocismo)Media-altaRichiede CTU bancaria ma spesso riduce drasticamente il debito
Hai già pagato (tutto o in parte)AltaProva il pagamento con ricevute/estratti conto
Non devi nulla (credito inesistente)AltaSe hai documentazione che lo dimostra
Non sei d'accordo sul merito ma devi comunqueBassaL'opposizione senza motivi validi rischia condanna alle spese

Vale la Pena Opporsi? Guida per Importo

Importo decretoConvenienza opposizioneAlternativa
Sotto €2.000Valuta beneI costi legali possono superare il risparmio
€2.000 – €10.000Sì se hai motivi validiTrattativa diretta con il creditore
€10.000 – €50.000Quasi sempre sìSaldo e stralcio post-opposizione
Oltre €50.000Sempre — anche solo per guadagnare tempoOpposizione + trattativa + eventuale accordo
Qualsiasi importo con clausole nulleSempreCTU bancaria può ridurre il debito del 30-60%
Se non fai nulla: Il decreto diventa esecutivo dopo 40 giorni. Il creditore può procedere immediatamente con pignoramento di conto corrente, stipendio, auto e beni immobili. Non aspettare — ogni giorno in meno riduce le tue opzioni.

Casi Reali: Come Abbiamo Aiutato

Storie anonimizzate di clienti che hanno trovato un avvocato con AvvocatoFlash

Opposizione per usura, Milano

Luca riceveva decreto ingiuntivo da €24.000 da una finanziaria. I tassi applicati superavano la soglia d'usura.

Opposizione accolta: TAEG effettivo usurario accertato da CTU. Interessi azzerati, debito ridotto a €9.000.

Decreto ingiuntivo da fornitore, Torino

PMI riceveva decreto ingiuntivo da €35.000 da ex fornitore per merce mai consegnata integralmente.

Eccezione di inadempimento sollevata. Accordo transattivo: debito ridotto a €12.000, pagamento rateale.

Sospensione d'urgenza, Roma

Elena riceveva decreto ingiuntivo esecutivo con pignoramento imminente del conto. Aveva già rimborsato parte del debito.

Istanza di sospensione accolta in 48 ore. Pignoramento bloccato. Opposizione nel merito vinta in 8 mesi.

Hai una situazione simile?

Descrivi il tuo caso e un avvocato ti risponde entro 24 ore.

Quanto Costa Chiedere un Decreto Ingiuntivo

Il costo principale è il contributo unificato (tassa di iscrizione al ruolo) che varia in base al valore del credito da recuperare:

Valore del creditoContributo unificatoNote
Fino a €1.100€43Per crediti minimi, valuta il Giudice di Pace (gratuito fino a €1.100)
€1.101 – €5.200€98
€5.201 – €26.000€237
€26.001 – €52.000€518
€52.001 – €260.000€759
€260.001 – €520.000€1.214
Oltre €520.000€1.686Tetto massimo

A questi si aggiungono: onorari dell'avvocato, spese di notifica (€15–30), eventuali spese peritali. Per i decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi (art. 642 c.p.c.), il contributo unificato rimane lo stesso ma i tempi sono più rapidi.

Decreto Ingiuntivo vs Causa Ordinaria: Quando Conviene Cosa

Non sempre il decreto ingiuntivo è la scelta giusta per recuperare un credito. Ecco il confronto:

AspettoDecreto IngiuntivoCausa Ordinaria
Tempi per il titolo esecutivo2–8 settimane3–5 anni (primo grado)
Prova necessariaDocumentale (fatture, contratti, assegni)Qualsiasi tipo, incluse testimonianze
Rischio di opposizioneSì — il debitore ha 40 giorni per opporsiNo (ma il convenuto può difendersi)
Se il credito è contestatoNon indicato — il giudice può rigettarePiù adatta — si discute nel merito
CostoInferiore (procedimento unilaterale)Superiore (istruttoria, udienze, periti)
Esecutività immediataSolo se provvisoria (art. 642 c.p.c.) o dopo 40ggDalla sentenza di primo grado (spesso con appello)

Se hai appena ricevuto un decreto ingiuntivo

Cosa Fare Entro i Primi 7 Giorni

!Conserva la busta con timbro postale (la data di notifica fa decorrere i 40 giorni per l'opposizione)
!Non pagare senza aver prima consultato un avvocato — potresti rinunciare implicitamente al diritto di opposizione
!Verifica se il credito è prescritto, se il contratto ha vizi o se l'importo richiesto è errato
!Contatta subito un avvocato: i 40 giorni per l'opposizione sono perentori e non prorogabili
!Raccogli tutta la documentazione relativa al rapporto con il creditore (contratti, fatture, pagamenti effettuati, comunicazioni)

Come Funziona il Decreto Ingiuntivo Passo per Passo

La procedura monitoria (artt. 633–656 c.p.c.) è strutturata in fasi precise. Conoscerle permette al creditore di muoversi con efficienza e al debitore di capire in quale momento si trova e quali opzioni ha ancora a disposizione.

1. Raccolta della prova scritta del credito

Il presupposto fondamentale del decreto ingiuntivo è la disponibilità di una prova scritta del credito. L'art. 634 c.p.c. elenca le prove idonee: contratti sottoscritti dalle parti, fatture commerciali (che provano il credito del professionista o dell'imprenditore), parcelle di avvocati e notai liquidate dal consiglio dell'ordine, cambiali e assegni bancari o circolari (titoli di credito con valore probatorio privilegiato), estratti conto autentici di banche e istituti di credito. Rientrano nella prova scritta anche le comunicazioni elettroniche — email, messaggi PEC o WhatsApp — da cui risulti il riconoscimento del debito da parte del debitore. Più solida è la documentazione, più rapida sarà la decisione del giudice.

2. Deposito del ricorso al Tribunale competente

L'avvocato deposita il ricorso ex art. 638 c.p.c. presso il giudice competente. La competenza per valore è ripartita così: il Giudice di Pace conosce le cause fino a €5.000 (con contributo unificato ridotto); il Tribunale ordinario è competente per importi superiori. La competenza territoriale segue in linea di principio il foro del domicilio del debitore, salvo fori speciali (ad esempio il luogo di esecuzione dell'obbligazione contrattuale, oppure il foro del consumatore nei contratti B2C). Per crediti di professionisti (avvocati, ingegneri, medici) la competenza può radicarsi nel foro dove è stato svolto il mandato professionale.

3. Decreto emesso inaudita altera parte

Il giudice esamina il ricorso inaudita altera parte: senza convocare il debitore né sentirlo. Questo è il tratto distintivo del procedimento monitorio rispetto al giudizio ordinario. Se la documentazione è sufficiente, il giudice emette il decreto con decreto motivato che ordina al debitore di pagare la somma richiesta (aumentata di interessi e spese) entro 40 giorni, oppure di fare opposizione nello stesso termine. Se il ricorso è insufficiente il giudice lo rigetta con decreto non impugnabile: il creditore può ripresentare il ricorso con documentazione integrata.

4. Notifica del decreto con atto dell'ufficiale giudiziario

Il decreto deve essere notificato al debitore entro 60 giorni dall'emissione, pena la sua inefficacia (art. 644 c.p.c.). La notifica avviene tramite ufficiale giudiziario o, con la Riforma Cartabia, anche in via telematica quando il debitore è un'impresa o un professionista con domicilio digitale. La data di notifica è il momento da cui inizia a decorrere il termine di 40 giorni per l'opposizione. Per questo è essenziale conservare la relata di notifica (o la ricevuta di consegna telematica) con la data certa.

5. Il termine di 40 giorni per l'opposizione e l'esecutorietà

Il termine di 40 giorni dalla notifica è perentorio: il debitore che non propone opposizione nel termine perde definitivamente il diritto di contestare il credito in giudizio ordinario. Allo scadere, su istanza del creditore, il giudice dichiara il decreto esecutivo apponendo la relativa formula (art. 647 c.p.c.). Da quel momento il creditore dispone di un titolo esecutivo pieno e può notificare il precetto — l'atto con cui intima al debitore di pagare entro 10 giorni — e poi procedere al pignoramento. In alcuni casi (art. 642 c.p.c.) il decreto è già provvisoriamente esecutivo sin dall'emissione: in tal caso il creditore può agire anche durante i 40 giorni di opposizione.

Opposizione a Decreto Ingiuntivo: Come Difendersi

Chi riceve un decreto ingiuntivo ha 40 giorni dalla notifica per proporre opposizione ex art. 645 c.p.c. È un termine perentorio e non prorogabile: una volta scaduto, il decreto diventa definitivo e il debitore non può più contestare il credito in via ordinaria. Agire entro i primi giorni dalla ricezione è fondamentale per valutare con un avvocato le opzioni disponibili.

I motivi validi per opporsi

Non tutti i motivi di disaccordo giustificano un'opposizione vincente. I motivi più solidi sono:

  • Prescrizione del credito — il termine di prescrizione varia da 1 a 10 anni a seconda del tipo di credito (5 anni per i crediti da contratto, 10 anni per quelli cambiari, 3 anni per le parcelle dei professionisti liberali). Se il credito è prescritto, l'opposizione è fondata e il decreto va revocato.
  • Pagamento già avvenuto — se il debitore ha già pagato tutto o in parte, può eccepirlo in opposizione producendo le ricevute di pagamento, bonifici o estratti conto. Il giudice revocherà o ridurrà il decreto.
  • Vizi formali della notifica — se il decreto non è stato correttamente notificato (notifica in luogo errato, a soggetto sbagliato, in modo irregolare), è possibile proporre opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c., anche oltre i 40 giorni, dimostrando di non aver avuto conoscenza del decreto per cause non imputabili al debitore.
  • Contestazione del credito nel merito — mancata consegna della merce, inadempimento del creditore, clausole contrattuali nulle (usura, anatocismo nei contratti bancari), nullità o annullabilità del contratto.
  • Importo errato o gonfiato — interessi non pattuiti o calcolati in modo sbagliato, spese accessorie non dovute, penali sproporzionate.

Cosa succede dopo l'opposizione

L'opposizione trasforma il procedimento monitorio in un ordinario giudizio di cognizione (art. 645, comma 2, c.p.c.). Il ruolo delle parti si inverte parzialmente: il creditore (che nel monitorio era ricorrente) diventa attore nel giudizio di merito e ha l'onere di dimostrare il proprio credito nel contraddittorio. Il debitore può sollevare tutte le eccezioni di merito e di rito, richiedere prove testimoniali, produzioni documentali e consulenze tecniche (CTU) — strumenti non disponibili nella fase monitoria.

Durante il giudizio di opposizione, il decreto ingiuntivo rimane in vigore ma la sua provvisoria esecutività non è automatica. Se il decreto era già provvisoriamente esecutivo (art. 642 c.p.c.), il giudice dell'opposizione può sospenderlo su istanza del debitore ex art. 649 c.p.c., se l'opposizione si fonda su prova scritta o il debitore offre idonea cauzione. Se invece il decreto non era ancora esecutivo, il creditore può chiedere al giudice di concedergli la provvisoria esecutività ex art. 648 c.p.c., ma solo se l'opposizione non è fondata su prova scritta.

Se l'opposizione viene rigettata, il decreto ingiuntivo viene confermato e il debitore è condannato anche alle spese del giudizio. Se invece viene accolta, il decreto è revocato e il creditore sopporta le spese. Per questo motivo un'opposizione proposta senza motivi validi — solo per guadagnare tempo — è rischiosa e costosa.

Decreto Ingiuntivo Immediatamente Esecutivo (art. 642 c.p.c.)

In determinate circostanze il giudice può concedere la provvisoria esecutività immediata del decreto già al momento dell'emissione, senza attendere il decorso del termine di 40 giorni per l'opposizione. Questo è il decreto "immediatamente esecutivo" disciplinato dall'art. 642 c.p.c., strumento particolarmente utile quando il creditore ha urgenza di agire o teme che il debitore disperda i propri beni.

La provvisoria esecutività immediata è concessa quando il credito è fondato su:

  • Cambiali o assegni bancari e circolari — titoli di credito che incorporano di per sé l'obbligo di pagamento
  • Atti pubblici e scritture private autenticate — documenti con efficacia probatoria rafforzata (atti notarili, contratti autenticati)
  • Crediti di lavoro e retribuzioni — stipendi non corrisposti, TFR arretrato, indennità previdenziali
  • Crediti di professionisti — parcelle di avvocati, notai, medici, ingegneri e altri liberi professionisti, iscritti ai rispettivi albi
  • Pericolo di grave pregiudizio nel ritardo — situazione di urgenza documentata (rischio di insolvenza del debitore, fuga di capitali, dismissione di beni)

Un decreto "immediatamente esecutivo" consente al creditore di avviare il pignoramento anche mentre sono ancora pendenti i 40 giorni per l'opposizione. Il giudice può tuttavia subordinare l'esecutività alla prestazione di una cauzione da parte del creditore: se l'opposizione successiva del debitore venisse accolta, la cauzione garantisce il rimborso dei danni subiti. L'esistenza della provvisoria esecutività non impedisce al debitore di chiederne la sospensione al giudice dell'opposizione ex art. 649 c.p.c., qualora l'opposizione sia fondata su prova scritta.

Pignoramento e Recupero del Credito Dopo il Decreto

Una volta che il decreto ingiuntivo è diventato esecutivo (per mancata opposizione o per concessione della provvisoria esecutività), il creditore può avviare l' esecuzione forzata notificando prima il precetto — l'intimazione formale a pagare entro 10 giorni — e poi procedendo al pignoramento in caso di inadempienza.

Le principali forme di esecuzione disponibili sono:

  • Pignoramento presso terzi — il più efficace per i debitori privati: blocca stipendio, pensione (fino a un quinto dell'importo netto) o il saldo del conto corrente bancario. L'istituto di credito o il datore di lavoro (terzo pignorato) è obbligato a trattenere le somme e versarle al creditore.
  • Pignoramento mobiliare — colpisce i beni mobili di proprietà del debitore (autoveicoli, attrezzature, macchinari). Per gli autoveicoli il PRA consente la trascrizione del pignoramento con pubblicità opponibile ai terzi.
  • Pignoramento immobiliare — colpisce gli immobili intestati al debitore. È il più potente ma anche il più lungo e costoso: prevede perizia, vendita all'asta e ripartizione del ricavato. Indicato per crediti consistenti (in genere oltre €20.000).
  • Iscrizione di ipoteca giudiziale — su immobili del debitore, garantisce il credito e rende l'immobile difficile da vendere o ipotecare ulteriormente. Non è tecnicamente un pignoramento ma una misura cautelare accessoria molto efficace come pressione negoziale.

Per individuare i beni aggredibili, l'avvocato del creditore può attivare diverse fonti: la visura camerale per conoscere i beni aziendali e le partecipazioni societarie del debitore, le banche dati PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per gli autoveicoli, le visure catastali per gli immobili, e l'accesso ai conti correnti tramite Agenzia delle Entrate — Riscossione per i crediti privilegiati. La legge 197/2019 ha introdotto il portale delle procedure esecutive che rende più trasparente la ricerca dei beni del debitore.

Decreto Ingiuntivo Europeo: Il Procedimento Transfrontaliero

Quando creditore e debitore si trovano in due diversi Stati membri dell'Unione Europea, lo strumento da utilizzare è il Procedimento Europeo d'Ingiunzione di Pagamento (European Order for Payment, EOP), disciplinato dal Regolamento CE 1896/2006. Si tratta di un meccanismo uniforme che permette di ottenere un titolo esecutivo valido in tutta l'UE senza necessità di exequatur (ovvero senza una procedura di riconoscimento nel paese straniero).

Il procedimento europeo si applica alle controversie civili e commerciali transfrontaliere: crediti da contratti di fornitura, prestazioni di servizi, pagamenti tra imprese, crediti di professionisti. Sono esclusi i crediti relativi a materie fiscali, doganali, amministrative; quelli nascenti da diritto di famiglia, testamenti e successioni, regime patrimoniale tra coniugi; le procedure di insolvenza; i crediti in materia di sicurezza sociale; le controversie sottoposte ad arbitrato.

La procedura è interamente cartolare e basata su formulari standard (Moduli A–I allegati al Regolamento): il ricorrente compila il Modulo A, il giudice emette l'ingiunzione con il Modulo E entro 30 giorni, e il debitore ha 30 giorni dalla notifica per fare opposizione (Modulo F). Se non si oppone, il provvedimento diventa automaticamente esecutivo in tutti gli Stati membri UE (eccetto Danimarca), senza bisogno di alcun ulteriore procedimento nel paese del debitore.

Il principale vantaggio rispetto al decreto ingiuntivo italiano è l'automatica circolazione del titolo esecutivo nell'UE: ottenuto il provvedimento europeo in Italia, il creditore può procedere direttamente al pignoramento in Germania, Francia, Spagna o qualsiasi altro Stato membro, presentando semplicemente il provvedimento al giudice dell'esecuzione locale. Le spese procedurali sono comparabili a quelle del rito italiano, con il contributo unificato applicato secondo i criteri ordinari.

Tempi, Costi e Convenienze del Decreto Ingiuntivo

Prima di avviare la procedura è utile valutare l'impatto economico reale: contributo unificato, onorari legali, spese di notifica e, in caso di opposizione, costi del giudizio ordinario. Ecco una panoramica orientativa.

Voce di costoDecreto ingiuntivoCausa ordinaria
Contributo unificato (credito €10.000)€237€237 (+ notifica atto di citazione)
Onorario avvocato (stima)€600 – €1.500€2.000 – €8.000+
Spese notifica€15 – €40€15 – €40 per ogni atto
Tempo per titolo esecutivo5 – 30 giorni (senza opposizione)3 – 6 anni (primo grado)
Costo se il debitore si opponeAumenta (giudizio ordinario)Già incluso nel giudizio
Adatto se il credito è contestatoNo — rischio rigetto ricorsoSì — si discute nel merito

Per i crediti non contestati fino a €20.000 il decreto ingiuntivo è quasi sempre la scelta ottimale: costi contenuti, tempi brevi e alta percentuale di successo (oltre il 90% dei ricorsi ben documentati viene accolto). Per crediti superiori, la convenienza dipende dalla solidità della documentazione e dalla probabilità che il debitore si opponga. Se il credito è contestato o la documentazione è lacunosa, la causa ordinaria — pur più lunga e costosa — offre un contraddittorio pieno e la possibilità di prove testimoniali e consulenze tecniche non disponibili nel procedimento monitorio.

Un elemento spesso trascurato è il costo dell'inerzia: attendere senza agire mentre il debitore deteriora il proprio patrimonio (disinvestimenti, cessioni simulate, aperture di nuove ipoteche) può rendere successivamente impossibile il recupero anche con un titolo esecutivo perfetto. Il decreto ingiuntivo, se richiesto tempestivamente, permette di aggredire il patrimonio del debitore prima che questo venga compromesso.

In conclusione, il decreto ingiuntivo è lo strumento più efficiente del diritto italiano per il recupero di crediti certi, documentati e non contestati. Quando il credito è documentato da fatture, contratti o titoli di credito e il debitore non ha eccezioni valide da sollevare, la procedura monitoria offre un rapporto costo-efficienza imbattibile rispetto a qualsiasi altra forma di tutela giudiziaria.

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Domande Frequenti

Cos'è un decreto ingiuntivo?

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento giudiziario emesso dal giudice su ricorso del creditore (procedimento monitorio, artt. 633-654 c.p.c.) che ingiunge al debitore di pagare una somma di denaro o di consegnare una cosa determinata entro 40 giorni. È uno degli strumenti più rapidi ed economici per recuperare un credito documentato.

Entro quando devo oppormi a un decreto ingiuntivo?

Il termine per fare opposizione è di 40 giorni dalla notifica del decreto. Se il decreto è stato notificato all'estero, il termine può essere più lungo. Se non ti opponi entro i termini, il decreto diventa definitivo ed esecutivo e il creditore può procedere immediatamente con il pignoramento.

Il decreto ingiuntivo diventa definitivo se non mi oppongo?

Sì. Se il debitore non propone opposizione entro 40 giorni dalla notifica, il giudice su istanza del creditore lo dichiara esecutivo con apposito decreto. Da quel momento il creditore ha un titolo esecutivo definitivo e può avviare il pignoramento di stipendio, conto corrente, immobili o altri beni del debitore.

Come si ottiene la provvisoria esecutività?

Il creditore può chiedere che il decreto ingiuntivo sia dichiarato provvisoriamente esecutivo già al momento dell'emissione (art. 642 c.p.c.) se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario o circolare, certificato di liquidazione di borsa, o se vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo. In tal caso il creditore può procedere all'esecuzione forzata anche prima che scadano i 40 giorni per l'opposizione.

Qual è la differenza tra decreto ingiuntivo e precetto?

Il decreto ingiuntivo è il provvedimento giudiziario che accerta il credito e ordina il pagamento. Il precetto è invece l'atto successivo con cui il creditore — già in possesso di un titolo esecutivo — intima formalmente al debitore di pagare entro 10 giorni, pena l'avvio dell'esecuzione forzata (pignoramento). Il precetto è il passo intermedio tra il titolo esecutivo e il pignoramento.

Posso oppormi a un decreto ingiuntivo dopo 40 giorni?

Dopo la scadenza dei 40 giorni l'opposizione tardiva è possibile solo in casi eccezionali: se la notifica del decreto è nulla o inesistente, o se il debitore non ha avuto conoscenza del decreto per cause a lui non imputabili (es. notifica in luogo sbagliato). In questi casi va proposta un'opposizione ex art. 650 c.p.c. È fondamentale agire immediatamente e con l'assistenza di un avvocato.

Quanto costa ottenere un decreto ingiuntivo?

I costi comprendono: contributo unificato (variabile in base al valore della causa, da circa €43 per crediti fino a €1.100 fino a diverse centinaia di euro per importi maggiori), spese di notifica, e onorario dell'avvocato. Per crediti fino a €5.000 è competente il giudice di pace, con costi più contenuti. L'avvocato ti fornirà un preventivo chiaro prima di procedere.

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