La separazione coniugale è il primo passo legale che i coniugi compiono quando decidono di interrompere la convivenza. Disciplinata dagli artt. 150-158 del codice civile, essa non scioglie il matrimonio — che rimane giuridicamente valido — ma sospende i doveri di coabitazione e fedeltà, regola i rapporti patrimoniali tra i coniugi e stabilisce le condizioni per il mantenimento e l'affidamento dei figli. Solo dopo un periodo minimo di separazione è possibile richiedere il divorzio, che scioglie definitivamente il vincolo matrimoniale.
Esistono due tipi principali di separazione: la separazione consensuale, in cui i coniugi raggiungono un accordo su tutte le condizioni (affidamento dei figli, mantenimento, assegnazione della casa familiare), e la separazione giudiziale (o contenziosa), in cui è il Tribunale a decidere perché i coniugi non riescono a trovare un'intesa. La scelta tra i due percorsi ha implicazioni enormi sui tempi, sui costi e sul livello di conflitto: un avvocato esperto in diritto di famiglia è indispensabile per valutare la strada più adatta alla specifica situazione.
La differenza tra separazione e divorzio è sostanziale: durante la separazione i coniugi conservano alcuni diritti reciproci (successori, al nome, all'uso degli strumenti bancari comuni), mentre il divorzio li elimina definitivamente. Per questo motivo la separazione richiede un'attenta valutazione delle conseguenze giuridiche e patrimoniali, da pianificare con il supporto di un professionista qualificato prima di avviare il procedimento.