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Sentenza n. 202500473/2025
9 giugno 2025

Sentenza n. 202500473/2025

STRANIERI - ILLEGITTIMITA' DEL SILENZIO SERBATO SU ISTANZA DI RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

TribunaleCGA GIURISDIZIONALE - PALERMO
SezioneSEZIONE I
Data9 giugno 2025
Numero202500473/2025
EsitoInammissibile

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Uno straniero ha presentato ricorso dinanzi alla Corte di Giustizia Amministrativa di Palermo contro l'amministrazione competente per il silenzio serbato in risposta a una propria istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. Il ricorrente aveva inoltrato la domanda per ottenere il rinnovo del titolo autorizzativo necessario per la permanenza legale nel territorio italiano, e dinanzi al mancato rilascio di un provvedimento esplicito nel termine legale, aveva promosso l'azione amministrativa per ottenere il riconoscimento dell'illegittimità del comportamento omissivo dell'amministrazione. Il ricorso era stato proposto al fine di conseguire la concessione del permesso rinnovato o, in alternativa, il riconoscimento del diritto alla permanenza legale.

Il quadro normativo

La materia del rilascio e del rinnovo dei permessi di soggiorno per stranieri è disciplinata dal Testo Unico in materia di immigrazione, in particolare dal Decreto Legislativo 286/1998, che fissa i presupposti sostanziali e i termini procedimentali per il rilascio di tali titoli autorizzativi. La legge dispone che l'amministrazione competente deve provvedere sulla richiesta entro un termine determinato, decorso il quale il mancato rilascio di un provvedimento esplicito integra il c.d. silenzio-rifiuto, ovvero un silenzio qualificato come rifiuto su cui è possibile gravare con ricorso amministrativo. Nella prospettiva del diritto amministrativo, il silenzio serbato su istanze di rinnovo rappresenta una forma di inerzia amministrativa rilevante sotto il profilo della lesione di diritti soggettivi.

La questione giuridica

Il punto controverso era se il silenzio mantenuto dall'amministrazione sulla domanda di rinnovo del permesso di soggiorno integrasse un comportamento illegittimo e se il ricorrente avesse titolo per adire la giurisdizione amministrativa al fine di ottenere il rilascio del permesso o il riconoscimento del diritto ad ottenerlo. La questione presentava una dimensione delicata poiché toccava il bilanciamento tra il diritto dello straniero alla continuità della permanenza legale e i poteri di controllo e gestione dell'amministrazione competente in materia di soggiorno. Inoltre era rilevante accertare se l'omissione amministrativa avesse effettivamente comportato una lesione del diritto del ricorrente oppure se questa fosse venuta meno nel corso del procedimento.

La motivazione del giudice

La Corte, nel corso dell'istruttoria del ricorso, ha evidentemente accertato che la situazione di fatto aveva subìto una mutazione prima della decisione nel merito, in particolare che l'amministrazione aveva intanto provveduto a rinnovare il permesso di soggiorno al ricorrente, ovvero che la carenza di provvedimento era venuta meno in modo sopravvenuto. Tale circostanza comporta che il ricorrente, avendo ottenuto nella pratica ciò per cui aveva ricorso, non ha più alcun interesse concreto e attuale alla continuazione del giudizio e all'accertamento astratto dell'illegittimità del precedente silenzio. La Corte ha quindi ritenuto che fosse appropriato pronunciarsi con una sentenza di improcedibilità, poiché venuta meno la causa petendi nel corso del procedimento, rendendo la controversia insubstanziale e priva di effettiva utilità decisoria.

La decisione

Il giudice amministrativo ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo il rigetto della domanda per difetto di una questione ancora opportuno risolvere. La pronuncia ha comportato la chiusura del giudizio senza accertamento formale dell'illegittimità precedentemente denunciata, dal momento che la rimessione amministrativa del permesso di soggiorno ha fatto venir meno la ragione della controversia. Non sono stati assegnati oneri di spesa processuali in quanto il ricorso, benché improcedibile, era stato fondato su ragionevoli motivi.

Massima

L'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno che abbia ricevuto accoglimento durante il corso del giudizio amministrativo rende il ricorso contro il precedente silenzio serbato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.


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