Sentenza n. 202601588/2026
Rigetto Istanza Di Concessione Della Cittadinanza Italiana (k10/552419)
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
Un cittadino straniero ha presentato ricorso davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio per ottenere l'annullamento di un provvedimento di diniego emesso dal Ministero dell'Interno nei confronti della propria istanza di concessione della cittadinanza italiana. Il ricorso era stato depositato nel 2021 e sottoposto a giudizio nel corso degli anni seguenti. La questione verteva sulla legittimità della decisione ministeriale di rigettare la domanda di acquisizione della cittadinanza italiana presentata dal ricorrente secondo le procedure ordinarie previste dalla legge.
Il quadro normativo
La disciplina della concessione della cittadinanza italiana è contenuta principalmente nella legge 5 febbraio 1948, numero 91, e successive modificazioni, che stabilisce le condizioni e i requisiti per l'acquisto della cittadinanza. I principali canali di acquisizione includono la discendenza da cittadini italiani, il matrimonio con un cittadino italiano, la naturalizzazione dopo un periodo di residenza, e altre ipotesi previste da trattati internazionali. Il Ministero dell'Interno è l'autorità competente a valutare le istanze e a rilasciare i provvedimenti relativi alla cittadinanza, operando discrezionalmente nella verifica del possesso dei requisiti legali e nella valutazione della documentazione presentata dal richiedente.
La questione giuridica
Il ricorrente contestava la legittimità del diniego ministeriale sostenendo che il Ministero dell'Interno avesse erroneamente valutato i requisiti per la concessione della cittadinanza o avesse violato procedure amministrative obbligatorie. In tal modo, il ricorso prospettava un difetto nella motivazione del provvedimento amministrativo oppure un errato apprezzamento dei fatti e della documentazione prodotta a supporto della domanda. La controversia concerneva quindi se il Ministero avesse validamente esercitato il proprio potere discrezionale oppure se avesse commesso un errore sostanziale o procedurale tale da rendere il diniego illegittimo e meritevole di annullamento.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, dopo avere esaminato il ricorso, la memoria del Ministero dell'Interno e tutta la documentazione allegata, ha ritenuto che le ragioni prospettate dal ricorrente non fossero fondate. Il collegio giudicante ha valutato che il Ministero dell'Interno avesse correttamente applicato la normativa vigente nel valutare l'istanza di concessione della cittadinanza, oppure che i vizi lamentati dal ricorrente non fossero configurabili o non fossero idonei a invalidare il provvedimento. L'amministrazione aveva quindi legittimamente esercitato il proprio potere discrezionale nel negare la cittadinanza, sia per quanto riguarda l'applicazione dei requisiti legali che sotto il profilo della motivazione e della procedura seguita.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto integralmente il ricorso, confermando così la validità del diniego ministeriale relativo alla concessione della cittadinanza italiana. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di lite in favore del Ministero dell'Interno, liquidate complessivamente in millecinquecento euro oltre gli accessori di legge eventualmente dovuti. La sentenza è stata resa esecutiva immediatamente dall'autorità amministrativa, salvo che il ricorrente avesse intrapreso ulteriori azioni di impugnazione davanti ai gradi di giurisdizione superiori, quali il Consiglio di Stato.
Massima
Le istanze di concessione della cittadinanza italiana rimangono soggette al potere di valutazione discrezionale del Ministero dell'Interno, il quale, nel caso di diniego, agisce secondo norma quando applichd correttamente i requisiti legali e motiva adeguatamente la propria decisione.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quinta Bis) ha pronunciato la presente SENTENZA Floriana Rizzetto, Presidente Enrico Mattei, Consigliere Gianluca Verico, Primo Referendario, Estensore per l'annullamento del diniego dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana (-OMISSIS-); sul ricorso numero di registro generale 187 del 2021, proposto da -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avvocato Claudia Fappani, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Ministero dell'Interno, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Interno; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 16 dicembre 2025 il dott. Gianluca Verico e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quinta Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore del Ministero dell’Interno, che liquida complessivamente in €1.500,00 (millecinquecento/00) oltre accessori di legge se dovuti. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 16 dicembre 2025 con l'intervento dei magistrati:
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