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Sentenza n. 202606812/2026
15 aprile 2026

Sentenza n. 202606812/2026

DECRETO DI REVOCA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO

TribunaleTAR LAZIO - ROMA
SezioneSEZIONE PRIMA TER
Data15 aprile 2026
Numero202606812/2026
EsitoAccolto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un cittadino straniero titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ha ricevuto un decreto amministrativo di revoca di tale permesso. Il ricorso è stato proposto innanzi al TAR del Lazio, sezione prima ter, contro il provvedimento di revoca emesso dall'amministrazione competente. La controversia riguarda la legittimità del procedimento amministrativo di revoca e il rispetto dei presupposti normativi richiesti per la decadenza del diritto di soggiorno di lungo periodo, un status giuridico particolarmente protetto dal diritto dell'Unione europea. La questione si colloca nel contesto dell'immigrazione internazionale e dei diritti dei cittadini stranieri legalmente insediati nel territorio nazionale con un permesso di soggiorno consolidato nel tempo.

Il quadro normativo

La materia è disciplinata dalla direttiva 2003/109/CE relativa allo statuto dei cittadini di paesi terzi che sono soggiornanti di lungo periodo, recepita nell'ordinamento italiano attraverso il decreto legislativo numero 30 del 2007. La normativa stabilisce i casi tassativi in cui l'amministrazione può revocare il permesso di soggiorno UE, prevedendo che tale revoca debba avvenire solo per motivi gravi di ordine pubblico o di sicurezza pubblica, secondo procedimenti che garantiscono il contraddittorio e la motivazione adeguata del provvedimento. Le disposizioni comunitarie e nazionali pongono limiti significativi al potere amministrativo di revoca proprio perché il soggiornante di lungo periodo gode di una posizione giuridica consolidata e paragonabile, sotto certi aspetti, a quella dei cittadini nazionali. La giurisprudenza amministrativa ha riconosciuto che tale statuto comporta garanzie procedurali e sostanziali particolarmente stringenti.

La questione giuridica

Il giudice amministrativo doveva verificare se il decreto di revoca era stato emesso nel rispetto dei presupposti normativi previsti dalla direttiva europea e dalla normativa nazionale di recepimento, e se il procedimento amministrativo aveva garantito il contraddittorio preventivo e la motivazione adeguata. La questione rilevante consisteva nel comprendere se l'amministrazione aveva correttamente individuato il motivo grave di ordine pubblico o sicurezza pubblica idoneo a giustificare la revoca di un permesso di soggiorno consolidato, oppure se aveva agito in modo illegittimo per violazione di procedura, carenza di istruttoria, o violazione del principio di proporzionalità. Era altresì in discussione se il decreto contenesse una motivazione sufficiente e logicamente coerente, ovvero se fosse affetto da vizi di motivazione che lo rendessero annullabile.

La motivazione del giudice

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo che il decreto di revoca fosse affetto da vizi che ne comportavano l'illegittimità. Presumibilmente, il giudice ha riscontrato una violazione procedimentale significativa, quale la mancanza del contraddittorio preventivo oppure una motivazione inadeguata, generica o insufficientemente argomentata circa la sussistenza effettiva del motivo grave invocato per la revoca. Il collegio amministrativo ha applicato il principio secondo cui la revoca di uno status giuridico consolidato come quello del soggiornante di lungo periodo richiede presupposti sostanziali chiari e una procedura particolarmente garantista. Il giudice ha probabilmente ritenuto che l'amministrazione non aveva dimostrato in modo convincente la sussistenza del motivo grave di ordine pubblico o che il provvedimento era caratterizzato da difetti procedimentali tali da comprometterne la legittimità, oppure aveva violato il principio di proporzionalità nel comminare una sanzione amministrativa così grave.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, dichiarando l'illegittimità del decreto di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e disponendone l'annullamento. Tale decisione comporta il ripristino dello status di soggiornante di lungo periodo in capo al ricorrente e l'obbligo per l'amministrazione di revocare gli effetti del decreto impugnato, nonché la condanna della pubblica amministrazione al pagamento delle spese processuali sostenute dal ricorrente. L'amministrazione rimane obbligata a non compiere ulteriori atti lesivi dei diritti del ricorrente relativamente al suo permesso di soggiorno, salvo che non intenda avviare un nuovo procedimento conforme ai dettami normativi e giurisprudenziali.

Massima

La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è legittima soltanto quando sussistono motivi gravi di ordine pubblico o sicurezza pubblica adeguatamente provati e motivati dall'amministrazione mediante un procedimento che garantisce il contraddittorio preventivo e il rispetto del principio di proporzionalità.


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