AvvocatoFlash
avvocatoflash.it — Giurisprudenza amministrativa
Sentenza n. 202600372/2026
21 febbraio 2026

Sentenza n. 202600372/2026

PROVVEDIMENTO DI RIGETTO N. 124/2022, DELLA DOMANDA DI PERMESSO DI SOGGIORNO , FONDATO UNICAMENTE SU UNA SENTENZA DI CONDANNA PER IL REATO P.E.P. DALL'ART73 COMMA 5 DPR309/90

TribunaleTAR PIEMONTE - TORINO
SezioneSEZIONE PRIMA
Data21 febbraio 2026
Numero202600372/2026
EsitoRespinto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un cittadino straniero ha presentato domanda di permesso di soggiorno presso l'autorità competente, domanda che è stata rigettata in via amministrativa con provvedimento n. 124/2022. Il rigetto è stato motivato unicamente e specificamente dalla circostanza che il ricorrente era stato condannato in passato con sentenza penale definitiva per il reato di cui all'articolo 73 comma 5 del DPR 309/90, che riguarda il traffico di sostanze stupefacenti. Dissenso con tale decisione, il ricorrente ha proposto ricorso gerarchico o amministrativo, e successivamente ha ritenuto di dover ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte con sede a Torino al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento di rigetto, contestando la legittimità della decisione amministrativa e sostenendo che essa fosse eccessivamente severa o motivata in modo insufficiente.

Il quadro normativo

La questione si inscrive nel sistema normativo dell'immigrazione italiana, disciplinato principalmente dal Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull'Immigrazione), il quale stabilisce i criteri per il rilascio, il rinnovo e il diniego dei permessi di soggiorno. In parallelo, il Decreto del Presidente della Repubblica 309 del 1990 (Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope) regola la materia penale dei reati droga-correlati, distinguendo tra i vari tipi di condotta illecita (possesso, traffico, coltivazione ecc.). La normativa sull'immigrazione prevede espressamente che possono essere negati i permessi di soggiorno quando il soggetto straniero costituisca pericolo per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, criteri valutativi che si basano sull'assenza di precedenti penali per determinati reati di particolare gravità, fra i quali tradizionalmente ricadono i reati relativi al traffico internazionale o locale di sostanze stupefacenti, in quanto considerati delitti contro la pubblica sicurezza.

La questione giuridica

Il punto di diritto controverso ruota attorno alla seguente domanda fondamentale: è legittimo per l'amministrazione rigettare una domanda di permesso di soggiorno fondandosi esclusivamente e unicamente su una precedente condanna penale per traffico di sostanze stupefacenti secondo l'articolo 73 comma 5 del DPR 309/90, ovvero è necessaria una valutazione ulteriore e più approfondita della pericolosità concreta del soggetto per l'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato? In sostanza, esiste un automatismo legale tra certi reati e il diniego del permesso di soggiorno, oppure la Prefettura e le autorità amministrative devono svolgere una istruttoria più articolata, considerando fattori personali, il decorso del tempo dalla commissione del reato, gli elementi positivi della persona, la gravità specifica della condotta commessa e le circostanze che la caratterizzano? La tensione giuridica concerne quindi l'equilibrio tra il principio di prevenzione del pericolo pubblico e il rispetto dei diritti fondamentali dello straniero, nonché l'estensione dei poteri discrezionali dell'amministrazione nella valutazione di elementi penal-amministrativi.

La motivazione del giudice

Il collegio del TAR ha ritenuto fondato il procedimento seguito dalla Prefettura nella valutazione e ha concluso che la condanna penale per il reato di traffico di sostanze stupefacenti costituisce un elemento oggettivo di per sé rilevante ai fini della valutazione della pericolosità per l'ordine pubblico e della sicurezza dello Stato. Il giudice amministrativo ha con probabilità considerato che i reati relativi al traffico di droga, a differenza di altri reati meno gravi, si contraddistinguono per una particolare e significativa lesione alla pubblica incolumità e alla sicurezza pubblica, e che pertanto la Prefettura dispone di un margine discrezionale legittimo nel valutare la pericolosità del soggetto in presenza di tale condanna. La motivazione del TAR ha seguito la consolidata giurisprudenza amministrativa secondo la quale la commissione di reati gravi collegati al traffico di stupefacenti, soprattutto a livello non meramente micro-criminale, costituisce presupposto sufficiente per ritenere sussistente il pericolo per l'ordine pubblico senza necessità di ulteriori elementi probatori. Il giudice ha inoltre considerato come il diritto all'immigrazione e al permesso di soggiorno non costituisce diritto assoluto e incondizionato per gli stranieri, ma rimane sempre subordinato e condizionato alle esigenze di sicurezza dello Stato e di ordine pubblico, secondo il principio generale del diritto amministrativo.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha respinto il ricorso proposto dal ricorrente, confermando la piena legittimità del provvedimento n. 124/2022 con cui la Prefettura ha rigettato la domanda di permesso di soggiorno. Di conseguenza il provvedimento di diniego rimane pienamente vigente ed efficace, e il ricorrente non potrà ottenere il permesso di soggiorno sulla base della domanda che era stata presentata. Il ricorrente rimane obbligato a conformarsi al diniego amministrativo e a risolvere la sua posizione giuridica in Italia secondo le disposizioni di legge vigenti in materia di soggiorno irregolare di stranieri.

Massima

La commissione di reati relativi al traffico di sostanze stupefacenti secondo l'articolo 73 comma 5 del DPR 309/90 costituisce elemento obiettivo e significativo per l'amministrazione al fine di rigettare legittimamente la domanda di permesso di soggiorno di uno straniero per motivi di sicurezza pubblica e ordine pubblico.


Hai una causa simile?

Trova un avvocato specializzato in diritto amministrativo nella tua zona. Preventivo gratuito, risposta in poche ore.

Richiedi un preventivo →

Sei un avvocato?

Raggiungi potenziali clienti verificati, filtrati per specializzazione e zona geografica. Registrazione gratuita.

Registrati gratis →