Cds Giurisdizionale - RomaSEZIONE III20 gennaio 2026Accolto

Sentenza n. 202600440/2026

Revoca Del Nulla Osta All’ingresso Del Lavoratore Straniero

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Il ricorso riguarda l'illegittima revoca di un nulla osta all'ingresso in Italia di un lavoratore straniero, provvedimento amministrativo emanato in precedenza dall'autorità competente per consentire l'ingresso nel territorio nazionale dello straniero a fini lavorativi. Un lavoratore straniero aveva ottenuto il nulla osta inizialmente, il quale rappresenta un presupposto essenziale per l'ingresso e lo svolgimento dell'attività lavorativa in Italia secondo la procedura prevista dalla normativa vigente. Successivamente, la pubblica amministrazione ha revocato tale nulla osta, revocazione che il ricorrente ha impugnato dinanzi al Consiglio di Stato ritenendola illegittima sia sul piano procedurale che sostanziale. Il provvedimento di revoca incideva direttamente sulla possibilità del lavoratore di restare in Italia e di proseguire lo svolgimento della propria attività lavorativa, nonché sulla conservazione del rapporto occupazionale già instaurato presso il datore di lavoro italiano.

Il quadro normativo

La materia dell'ingresso e del soggiorno di cittadini stranieri nel territorio italiano è disciplinata dal Decreto Legislativo 286 del 1998, il quale contiene la disciplina dell'immigrazione, nonché dalle disposizioni normative in materia di nulla osta all'ingresso per motivi di lavoro, procedure introdotte al fine di verificare la disponibilità di lavoratori italiani o comunitari per la posizione lavorativa offerta allo straniero. Il nulla osta rappresenta un atto vincolante per l'autorità consolare italiana all'estero, la quale deve rilasciare il visto di ingresso una volta verificati i presupposti, e la sua revoca deve rispettare i principi generali del diritto amministrativo quali la motivazione, la proporzionalità e il rispetto del legittimo affidamento. La revoca di un provvedimento amministrativo favorevole, come il nulla osta, costituisce materia particolarmente delicata e sottoposta a limiti significativi al fine di tutelare l'affidamento riposto dal cittadino straniero e dal datore di lavoro italiano.

La questione giuridica

Il punto controverso della causa riguardava la legittimità della revoca del nulla osta e se la pubblica amministrazione avesse operato nel rispetto dei vincoli procedurali e sostanziali previsti dall'ordinamento giuridico. Centrale era la questione se la revoca fosse stata adeguatamente motivata e se sussistessero fondamenti sostanziali che la giustificassero, oppure se si trattasse di un esercizio arbitrario o irragionevole del potere di revoca. In particolare, si doveva accertare se la pubblica amministrazione aveva violato il principio del legittimo affidamento, ossia la legittima aspettativa che il lavoratore straniero potesse fare affidamento sulla stabilità del nulla osta già concesso e sulla continuità della situazione giuridica favorevole instaurata con il suo rilascio.

La motivazione del giudice

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la revoca del nulla osta fosse stata adottata in violazione dei principi fondamentali dell'azione amministrativa, accogliendo nel merito le eccezioni sollevate dal ricorrente in ordine alla carenza o alla manifesta insufficienza della motivazione del provvedimento impugnato. La Sezione ha valorizzato il principio del legittimo affidamento, considerando che il lavoratore straniero aveva fatto affidamento sulla stabilità del nulla osta e aveva organizzato la propria situazione personale e lavorativa in Italia sulla base di tale provvedimento favorevole. Il collegio giudicante ha inoltre considerato la rilevanza dell'interesse del datore di lavoro italiano al mantenimento del rapporto occupazionale con il lavoratore straniero e la lesione che la revoca comportava agli interessi di entrambe le parti. La logica sottesa alla decisione è quella secondo cui la revoca di provvedimenti amministrativi favorevoli deve essere sottoposta a limiti più ristretti rispetto all'esercizio ordinario del potere amministrativo, e il ricorso alla revoca non può costituire uno strumento per correggere valutazioni amministrative già cristallizzate senza motivi di rilievo costituzionale o legale.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso e ha annullato il provvedimento di revoca del nulla osta all'ingresso del lavoratore straniero, ordinando alla pubblica amministrazione di ripristinare la situazione giuridica preesistente e di riconoscere la continuità della validità del nulla osta già concesso. Di conseguenza, il lavoratore straniero può proseguire la propria attività lavorativa in Italia senza ulteriori impedimenti derivanti dal provvedimento amministrativo illegittimamente revocato. La pronuncia comporta il rigetto integrale delle ragioni della pubblica amministrazione ricorrente e il riconoscimento della piena legittimità della posizione giuridica dell'interessato.

Massima

La revoca di un nulla osta all'ingresso di un lavoratore straniero è illegittima quando non sia adeguatamente motivata e leda il legittimo affidamento che il beneficiario ha riposto nella stabilità del provvedimento favorevole inizialmente concesso.

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