Tar Sicilia - PalermoSEZIONE TERZA20 aprile 2026Accolto

Sentenza n. 202601094/2026

Diniego Permesso Di Soggiorno

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un ricorrente ha proposto istanza di rilascio del permesso di soggiorno presso l'amministrazione competente, sulla base di una delle fattispecie previste dalla normativa in materia di immigrazione. L'amministrazione, tuttavia, ha emanato un provvedimento di diniego della richiesta senza fornire una motivazione adeguata o ritenendo insussistenti i presupposti di legge per il rilascio del titolo. Il ricorrente, ritenendosi ingiustamente privato del permesso di soggiorno e dei diritti che ne derivano, ha impugnato il provvedimento amministrativo dinanzi al Tribunale amministrativo regionale della Sicilia con sede a Palermo, deducendo l'illegittimità del diniego e chiedendo l'accoglimento del ricorso. La controversia ha riguardato l'apprezzamento dei requisiti e delle condizioni normative necessarie per il rilascio del documento di soggiorno, nonché il corretto esercizio del potere discrezionale dell'amministrazione in materia di immigrazione.

Il quadro normativo

La materia dei permessi di soggiorno è disciplinata dal Testo Unico sull'immigrazione, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998 numero 286, che definisce le diverse tipologie di permesso subordinate a specifiche condizioni e presupposti. L'amministrazione è tenuta a valutare la sussistenza dei requisiti normativi richiesti per ciascuna tipologia di permesso, esercitando un potere discrezionale che rimane tuttavia vincolato ai criteri di legge e ai principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalità. Nel procedimento amministrativo relativo ai permessi di soggiorno devono essere rispettate le garanzie procedurali, incluso il diritto alla motivazione adeguata del provvedimento di diniego, che consente al ricorrente di comprendere le ragioni della negazione e di contestarle efficacemente. La giurisprudenza amministrativa ha ripetutamente ribadito che il provvedimento deve indicare con chiarezza quale requisito sia ritenuto mancante o quale condizione non sussista.

La questione giuridica

Il nucleo della controversia riguardava la corretta interpretazione e applicazione dei presupposti di legge per il rilascio del permesso di soggiorno richiesto dal ricorrente e la legittimità del diniego opposto dall'amministrazione. In particolare, si è posto il problema se il provvedimento amministrativo fosse stato accompagnato da una motivazione sufficiente e se l'amministrazione avesse correttamente accertato i presupposti fattuali e normativi sulla cui base doveva esercitare il proprio potere. La questione presentava profili di complessità in quanto il sindacato del giudice amministrativo deve verificare sia l'esattezza della ricognizione dei fatti sia la corretta interpretazione delle norme sostanziali, operando una valutazione critica delle scelte amministrative.

La motivazione del giudice

Il Tribunale amministrativo, esaminato il ricorso e la documentazione agli atti, ha ritenuto che il provvedimento di diniego emanato dall'amministrazione fosse viziato da insufficienza di motivazione o da erronea interpretazione dei presupposti normativi. Il collegio ha verificato la sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge per il rilascio del permesso di soggiorno impugnato e ha concluso che, sulla base della documentazione acquisita e dei fatti accertati, tali requisiti risultavano effettivamente integrati. Il giudice ha ritenuto inoltre che l'amministrazione avesse esercitato il proprio potere discrezionale in contrasto con i criteri di ragionevolezza e proporzionalità, oppure avesse fondato il diniego su motivazioni generiche o insufficienti a giustificare il rifiuto di rilascio del titolo. Per tali ragioni, il Tribunale ha ritenuto illegittimo il diniego sotto il profilo della violazione dei principi di corretta motivazione e di corretta valutazione dei presupposti di fatto e di diritto.

La decisione

Il Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, sezione terza, ha accolto il ricorso e ha conseguentemente annullato il provvedimento di diniego del permesso di soggiorno, ordinando all'amministrazione di provvedere al rilascio del titolo sulla base dei presupposti normativi risultanti sussistenti. Il provvedimento è divenuto definitivo nella sua parte dispositiva, vincolando l'amministrazione al suo contenuto. Il ricorrente acquisisce il diritto di ottenere il permesso di soggiorno richiesto, con effetti immediati sul suo status migratorio e sulla sua capacità giuridica di permanere sul territorio nazionale.

Massima

La negazione del permesso di soggiorno è illegittima quando sia viziata da insufficiente motivazione o quando l'amministrazione abbia errato nella valutazione dei presupposti normativi richiesti dalla legge, risultando tali presupposti effettivamente sussistenti alla luce della documentazione esibita dal ricorrente.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Sicilia
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Roberto Valenti,	Presidente
Raffaella Sara Russo,	Consigliere
Marco Maria Cellini,	Referendario, Estensore
per l’annullamento
del provvedimento del Questore di Palermo CAT. -OMISSIS-Cont. Cap. del 2 aprile 2024, notificato in data 2 luglio 2024, con cui è stata rigettata l’istanza di aggiornamento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, presentata il 26 luglio 2022 e, contestualmente, revocato il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo -OMISSIS-, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ancorché non conosciuto dalla parte ricorrente.
sul ricorso numero di registro generale 1109 del 2024, proposto da
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall’avvocato Angelo Raneli, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale, con domicilio per legge in Palermo, alla via Mariano Stabile n. 182;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio e la memoria difensiva del Ministero dell’Interno;
Viste l’ordinanza cautelare -OMISSIS- del 12 settembre 2024 e l’ordinanza collegiale -OMISSIS- del 22 dicembre 2025;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 3 marzo 2026 il dott. Marco Maria Cellini e assunta la causa in decisione come specificato nel verbale;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento del Questore di Palermo del 2 aprile 2024.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 3 marzo 2026 con l’intervento dei magistrati:

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