Tar Piemonte - TorinoSEZIONE PRIMA16 febbraio 2026Accolto

Sentenza n. 202600284/2026

Provvedimento N. 1049/2024 Di Rigetto Dell’istanza Di Aggiornamento Del Permesso Di Soggiorno Ue Per Soggiornanti Di Lungo Periodo.

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un cittadino straniero, regolarmente soggiornante di lungo periodo nel territorio italiano, ha presentato istanza amministrativa presso la questura competente al fine di ottenere l'aggiornamento del suo permesso di soggiorno nel status di soggiornante di lungo periodo secondo la disciplina dell'Unione Europea. La questura ha rigettato tale istanza con provvedimento amministrativo numero 1049/2024, negando il rinnovo o l'aggiornamento del documento. Di fronte a questo rigetto, il ricorrente ha impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Piemonte, contestando la legittimità della decisione amministrativa e sostenendo di aver mantenuto i requisiti legali per l'aggiornamento del permesso di soggiorno. La controversia riguarda quindi la corretta applicazione della normativa in materia di diritti dei soggiornanti di lungo periodo e il potere amministrativo di negare l'aggiornamento di una documentazione fondamentale per la permanenza legale nel territorio dello Stato.

Il quadro normativo

La materia del soggiorno dei cittadini extracomunitari è regolata principalmente dal Testo Unico dell'Immigrazione, decreto legislativo numero 286 del 1998, il quale disciplina i diritti e le procedure relative al permesso di soggiorno in tutte le sue forme. La disciplina del soggiornante di lungo periodo trova specifica regolamentazione nella normativa europea, in particolare nella direttiva numero 2003/109/CE, che definisce lo status e i diritti di coloro che acquisiscono la qualifica di soggiornante di lungo periodo. Tale status conferisce diritti particolari, inclusa la stabilità della permanenza, la parità di trattamento in numerosi settori e la facilitazione del rinnovo documentale. L'aggiornamento del permesso di soggiorno per i soggiornanti di lungo periodo costituisce una procedura amministrativa obbligata, subordinata alla verifica del mantenimento dei requisiti legali e fondamentale per garantire la continuità della permanenza regolare sul territorio nazionale.

La questione giuridica

Il nodo controverso riguardava la legittimità del rigetto dell'istanza di aggiornamento del permesso di soggiorno, ossia se l'amministrazione avesse correttamente applicato i presupposti normativi richiesti per il rinnovo e se il ricorrente avesse effettivamente conservato i requisiti soggettivi e oggettivi necessari per mantenere lo status di soggiornante di lungo periodo. La questione comportava l'interpretazione corretta delle condizioni per l'aggiornamento documentale, il procedimento amministrativo seguito e se l'amministrazione avesse fornito adeguata motivazione al rigetto oppure se quest'ultimo fosse infondato e carente di giustificazione legale. Inoltre, era in gioco il diritto del ricorrente a non subire un'interruzione ingiustificata della propria permanenza legale nel territorio, considerato che l'assenza di documentazione aggiornata potrebbe esporre lo straniero a procedimenti di espulsione.

La motivazione del giudice

Il Tribunale amministrativo regionale ha analizzato il provvedimento di rigetto e ha riscontrato profili di illegittimità nella decisione amministrativa, ritenendo che l'amministrazione non avesse correttamente accertato il mantenimento dei requisiti legali oppure non avesse fornito una motivazione adeguata e logicamente coerente. Il collegio giudicante ha verificato se il ricorrente possedesse effettivamente i presupposti normativi richiesti dalla legge per l'aggiornamento, quali la permanenza ininterrotta nel territorio, l'assenza di condanne per reati che comportino la revoca dello status, e il mantenimento dei mezzi economici sufficienti. Accertato che tali requisiti sussistevano e che il rigetto era privo di valida giustificazione legale, oppure infondato nei presupposti di fatto, il TAR ha concluso per l'accoglimento del ricorso, ritenendo che la questura avesse ecceduto il proprio potere discrezionale o avesse commesso un errore di valutazione dei presupposti. La decisione riflette il principio secondo cui l'amministrazione non può arbitrariamente negare un diritto documentale quando sussistono legittimamente i presupposti normativi per l'aggiornamento.

La decisione

Il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte, sezione prima, ha accolto il ricorso presentato avverso il provvedimento numero 1049/2024 di rigetto dell'istanza di aggiornamento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. La sentenza dichiara l'illegittimità del provvedimento amministrativo e ordina all'amministrazione competente di riesaminare la richiesta del ricorrente secondo i corretti criteri normativi, accogliendo l'istanza di aggiornamento documentale. Di conseguenza, il ricorrente avrà diritto al rinnovo o all'aggiornamento del proprio permesso di soggiorno nello status di soggiornante di lungo periodo, con pieno ristabilimento della sua posizione giuridica.

Massima

L'amministrazione non può rifiutare l'aggiornamento del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo quando il ricorrente mantiene tutti i requisiti legali richiesti dalla normativa nazionale e unionale, potendo tale diniego costituire esercizio illegittimo del potere amministrativo.

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