Tar Piemonte - TorinoSEZIONE TERZA26 marzo 2026Inammissibile

Sentenza n. 202600707/2026

Provvedimento Di Rigetto Della Richiesta Di Concessione Della Cittadinanza Italiana Notificato Alla Ricorrente In Data 17.03.2022 Dalla Prefettura Di Novara (doc. 1), Con Il Quale Veniva Respinta L’istanza Protocollata Con Il N. K10/816939 E Presentata In Data 28.026.2018 Ai Sensi Dell’art. 9 Della Legge 5 Febbraio 1992, N, 91.

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Una ricorrente ha presentato istanza per ottenere la concessione della cittadinanza italiana il 28 giugno 2018 presso la Prefettura di Novara, facendo ricorso alle disposizioni dell'articolo 9 della legge sulla cittadinanza. La Prefettura di Novara ha rigettato tale richiesta con un provvedimento notificato in data 17 marzo 2022, circa tre anni e nove mesi dopo la presentazione della domanda. Avverso questo provvedimento di diniego, la ricorrente ha impugnato il rigetto presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, sezione di Torino, lamentando l'illegittimità del rifiuto e chiedendo l'accoglimento della propria istanza di acquisizione della cittadinanza italiana.

Il quadro normativo

La materia della cittadinanza italiana è disciplinata dalla legge 5 febbraio 1992 numero 91, che costituisce il codice della cittadinanza. L'articolo 9 di tale legge prevede le modalità secondo cui gli stranieri possono acquisire la cittadinanza italiana per matrimonio o residenza in Italia. Il Tribunale Amministrativo Regionale possiede competenza nel giudicare i ricorsi contro i provvedimenti della pubblica amministrazione, inclusa quella della Prefettura, quando vi sia lesione di diritti soggettivi o di interessi legittimi. Le rivendicazioni in materia di cittadinanza costituiscono questioni amministrative rientranti nella giurisdizione del TAR, sebbene in certi casi la ricevibilità del ricorso sia subordinata al rispetto di specifiche condizioni procedurali e temporali.

La questione giuridica

La controversia non verte solo sulla legittimità del provvedimento di rigetto della cittadinanza, bensì sulla stessa ricevibilità della domanda di tutela giurisdizionale proposta. Il ricorso impugnativa contro il diniego presentato alla Prefettura doveva rispettare determinati presupposti formali e temporali per essere ammissibile dal TAR. La questione giuridica sottesa è pertanto di natura procedurale e attiene alla verifica del rispetto dei termini e delle condizioni di ricorribilità del provvedimento amministrativo.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale, esaminando le circostanze procedurali della causa, ha ritenuto che il ricorso presentato dalla ricorrente fosse affetto da un vizio di ricevibilità tale da impedire il proseguimento della causa nel merito. Il collegio giudicante ha operato il controllo dei requisiti processuali che il ricorso deve necessariamente possedere affinché il TAR possa esercitare il proprio potere di cognizione. Sulla base di tale verifica, il TAR ha concluso che il ricorso non soddisfaceva i presupposti richiesti dall'ordinamento amministrativo per accedere alla fase di merito, ove sarebbe stato possibile valutare la fondatezza delle doglianze sostanziali della ricorrente circa il diniego della cittadinanza.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla ricorrente, in accoglimento probabilmente di una eccezione preliminare sollevata dalla controparte o riscontrata d'ufficio dal collegio in ordine all'improponibilità della domanda. Conseguentemente, il ricorso non è stato esaminato nel merito, e la ricorrente rimane con il diniego della propria istanza di cittadinanza notificato dalla Prefettura il 17 marzo 2022. La sentenza rappresenta una chiusura della fase contenziosa senza affrontare la questione sostanziale della legittimità del provvedimento prefettizio.

Massima

Il ricorso contro il provvedimento di diniego della concessione della cittadinanza è inammissibile quando non rispetti i presupposti procedurali e temporali richiesti dalla legge affinché il Tribunale Amministrativo possa esercitare la sua giurisdizione.

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