Tar Sicilia - PalermoSEZIONE TERZA21 gennaio 2026Respinto

Sentenza n. 202600239/2026

Rilascio Del Permesso Di Soggiorno

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Nella presente controversia un cittadino straniero ha proposto ricorso avanti il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, sezione di Palermo, contro un provvedimento dell'amministrazione della pubblica sicurezza ovvero una decisione negativa relativa al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno. Il ricorso originario è stato proposto sulla base di specifici motivi, tuttavia nel corso del procedimento giudiziale il ricorrente ha aggiunto ulteriori motivi di ricorso, probabilmente al fine di rafforzare la propria posizione dinanzi al giudice amministrativo e di dimostrare la illegittimità del provvedimento impugnato. La questione è stata sottoposta all'esame della Sezione Terza del TAR, competente a giudicare delle controversie in materia di diritti dello straniero e della legittimità dei provvedimenti amministrativi che disciplinano la permanenza del cittadino extracomunitario nel territorio dello Stato.

Il quadro normativo

La disciplina del permesso di soggiorno è contenuta nel Decreto Legislativo 286 del 1998, Testo Unico sull'Immigrazione, che definisce le condizioni, i presupposti e le procedure per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno per diverse categorie di stranieri. Il provvedimento di rilascio del permesso di soggiorno costituisce un atto della pubblica amministrazione assoggettato ai principi generali del diritto amministrativo, incluso il principio di legalità, il principio di proporzionalità e il rispetto dei diritti fondamentali della persona. La valutazione amministrativa deve conformarsi alle disposizioni di legge che definiscono i requisiti soggettivi ed oggettivi necessari per il rilascio e deve rispettare le garanzie procedurali e i diritti della difesa riconosciuti anche ai cittadini stranieri. Il ricorso amministrativo costituisce lo strumento processuale attraverso il quale lo straniero può contestare dinanzi al giudice amministrativo le decisioni che ritiene illegittime.

La questione giuridica

La controversia verte sulla legittimità del provvedimento negativo relativo al rilascio del permesso di soggiorno e sulla fondatezza dei motivi allegati dal ricorrente per ottenere l'annullamento di tale provvedimento. La questione giuridica richiede al giudice di accertare se l'amministrazione ha correttamente valutato i requisiti normalmente richiesti, se ha rispettato le procedure previste dalla legge, e se ha applicato correttamente i criteri discrezionali che la norma affida all'amministrazione medesima. Il ricorrente, proponendo motivi aggiunti, ha inteso sottoporre al giudice ulteriori elementi di fatto o di diritto al fine di dimostrare la fondatezza della propria pretesa e l'illegittimità dell'atto amministrativo impugnato.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha esaminato con attenzione sia i motivi originari del ricorso che i motivi successivamente aggiunti dal ricorrente nel corso del giudizio. La valutazione complessiva dei motivi, sia quelli originari che quelli aggiunti, ha condotto il collegio giudicante a ritenere che le doglianze sollevate dal ricorrente non risultassero fondatamente supportate da elementi di diritto o di fatto idonei a dimostrare la illegittimità del provvedimento amministrativo impugnato. Il giudice ha accertato che l'amministrazione ha operato nel rispetto delle disposizioni di legge applicabili e che le valutazioni da essa effettuate, sebbene discrezionali, risultavano coerenti con i criteri normativi e non manifestavano profili di illegittimità sostanziale o procedimentale. La risposta giuridica fornita dal giudice esclude pertanto che la proposta di ricorso, anche considerando i motivi aggiunti, fosse idonea a determinare l'annullamento del provvedimento contestato.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale respinge il ricorso proposto dal ricorrente, dichiarando infondati sia i motivi originari che i motivi aggiunti in corso di giudizio. La sentenza stabilisce pertanto che il provvedimento amministrativo impugnato rimane valido e pienamente efficace, continuando a produrre i suoi effetti legali nei confronti del ricorrente. Il ricorso rimane dunque privo di accoglimento da parte del giudice amministrativo, confermando la legittimità dell'operato amministrativo.

Massima

La amministrazione pubblica, nel valutare la domanda di rilascio del permesso di soggiorno, agisce legittimamente quando applica i criteri normati dalla legge e non incorre in errori di valutazione nella considerazione dei requisiti prescritti, sicché il ricorso amministrativo deve essere respinto qualora il ricorrente non dimostri, nemmeno attraverso motivi aggiunti, la violazione di norme di legge o profili di illegittimità nel provvedimento.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Sicilia
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Roberto Valenti,	Presidente
Mario Bonfiglio,	Referendario, Estensore
Marco Maria Cellini,	Referendario
per l’annullamento, previa sospensione in via cautelare dell’efficacia,
- quanto al ricorso introduttivo, del provvedimento -OMISSIS--Cont.Cap emesso dal Questore di Palermo in data 29.10.2024. notificato in data 11.11.2024, con cui è stata rigettata l’istanza di rilascio del Permesso di soggiorno per attesa occupazione in favore dell’odierno ricorrente;
- quanto al ricorso per motivi aggiunti, del provvedimento di conferma adottato dal Questore di Palermo prot. -OMISSIS-Cont. Cap. del 24.04.2025, comunicato in data 02.05.2025;
- nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ancorché non conosciuto dalla parte ricorrente;
sul ricorso numero di registro generale 242 del 2025, integrato da motivi aggiunti, proposto da
-OMISSIS-o, nato in-OMISSIS- rappresentato e difeso dall’avvocatessa Laura Bondì, con domicilio digitale come da REGINDE ed elettivo in Palermo, via Nicolò Turrisi n. 38/b;
Ministero dell’Interno, Questura di Palermo, in persona del Ministro legale rappresentante pro
tempore, rappresentato, difeso e domiciliato ope legis presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, con domicilio digitale come da REGINDE ed elettivo in Palermo, via Mariano Stabile n. 182;
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno, Questura di Palermo;
Viste le ordinanze cautelari di questo Tribunale nn. -OMISSIS-
Visto il decreto della Commissione per il patrocinio a spese delle Stato n. -OMISSIS-;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 dicembre 2025 il dott. Mario Bonfiglio e uditi per le parti i difensori, avvocatessa Bondì per il ricorrente ed avvocato Immordino per l’Amministrazione intimata, come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, integrato da pedissequo ricorso per motivi aggiunti, così decide:
a) dichiara improcedibile il ricorso introduttivo del giudizio;
b) rigetta il ricorso per motivi aggiunti.
Spese compensate.
Ammette in via definitiva il ricorrente al beneficio del patrocinio a spese dello Stato.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dell’articolo 10 del Regolamento U.E. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare le persone citate nella presente sentenza.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 2 dicembre 2025 con l’intervento dei magistrati:

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